English
LOGIN | MAPPA DEL SITO|
Adr
logo logo
HOME
ARTICLESv
### CONVEGNIv
LE ATTIVITA'v
### CORSIv
RICERCHEv
### PRESENTAZIONEv
CONTACTS
spacer

Peer Education - Crescere e prevenire nella relazione - 11/12 ottobre 2005

Slidev
I testiv
I peer educatorv
Altri interventiv

AL DI LA’ DELLA CATTEDRA E FUORI DALL’AULA: PUNTI DI FORZA, CRITICITA’ E RISULTATI DI TRE ANNI DI PEER EDUCATION convegno Roma ISS

Docenti: Maria-Vittoria Bossolasco, Donatella Cambiano, Maria Barbara Scura
Studenti peer educator: Marika Aimo Boot, Dialma Bigoni, Guendalina Brucculeri, Giuseppina Campochiaro, Giulia Chiarle, Fabrizio De Angelis, Michela Del Grosso, Jessica Giorcelli, Emanuela Lombardo, Elisa Poggioli, Antonella Roma, Corinna Scalici, Eleonora Trapani.

I.P.S.I.A. “Ada Gobetti Marchesini” - Torino

Nel nostro Istituto Professionale l’attività di peer education per la prevenzione dell’A.I.D.S. e delle M.S.T è in fase di svolgimento a partire dall’ anno scolastico 2001/02 e ha visto la formazione di trenta peer educator, appartenenti ad ormai tre generazioni, che hanno incontrato nei loro interventi formali nelle classi prime e seconde 409 compagni, e ne hanno avvicinato altri in situazioni informali presso lo sportello A.I.D.S. istituito e condotto su loro iniziativa. Il lavoro è stato svolto in rete con altre scuole di Torino e provincia, con il coordinamento del Centro Servizi Didattici (CE.SE.DI.) della Provincia di Torino e la consulenza dell’Istituto Analisi delle Dinamiche di Relazione (A.D.R.)
Nello scorso anno scolastico 2003/04 il nostro Istituto ha concorso al bando nazionale A.N.L.A.I.D.S., presentando un progetto di prevenzione dell’A.I.D.S. e delle M.S.T. attraverso la peer education e si è collocato tra le scuole vincitrici.
Nel corrente anno 2004/2005 l’esperienza sarà ulteriormente implementata con la formazione della quarta generazione di peer educator, con l’intervento dei peer educator di terza generazione nelle classi prime dell’Istituto e dei peer educator di seconda generazione in alcune classi terze di scuole medie inferiori di Torino e cintura. Per valutare l’efficacia a lungo termine dell’intervento preventivo è inoltre in previsione un follow up sugli studenti che avevano incontrato i peer educator negli anni scolastici 2003/2004 e 2002/03.
In considerazione dell’esperienza ormai triennale un bilancio si impone, anche se in realtà il monitoraggio ci ha costantemente accompagnato fin dalla fase iniziale di attuazione del progetto.
Scegliere di fare prevenzione a scuola attraverso la peer education richiede una buona dose di coraggio perché quando si utilizza una metodologia didattica alternativa il percorso può essere tortuoso e la bontà dei risultati non è affatto scontata.
Lungo il cammino non sono mancati elementi di debolezza e di criticità, la maggior parte dei quali è stata superata in itinere, ma sono emersi anche punti di forza, e i risultati raggiunti ci ripagano ampiamente per aver scelto di perseguire l’obiettivo della prevenzione dell’AIDS attraverso l’educazione tra pari, rinunciando a metodologie didattiche tradizionali, decisamente meno coinvolgenti per gli studenti e con minor efficacia nei confronti della modificazione dello stile di vita.
Tra gli elementi di criticità abbiamo anzitutto constatato quanto sia difficile coinvolgere l’intera comunità scolastica: soprattutto nella fase iniziale il progetto ha dovuto conquistarsi nella componente docente una fiducia che andasse oltre una semplice approvazione formale, poco coinvolgente e poco impegnativa, ma anche potenzialmente poco feconda nell’arginare perplessità e resistenze che avrebbero potuto ostacolare una piena attuazione del progetto. Dopo il necessario assestamento iniziale siamo comunque pervenuti ad un’approvazione non solo formale ma anche sostanziale del progetto da parte della Dirigenza, dei colleghi e del personale A.T.A., che ne condividono la finalità e la metodologia e favoriscono una sua efficace attuazione, nell’ambito delle rispettive competenze e dell’ordinarietà del loro impegno.
Per quanto riguarda gli studenti, l’autocandidatura all’attività di peer education, ha comportato ovviamente un carico aggiuntivo sia per partecipare al percorso formativo sia per attura gli interventi nelle classi e per le riunioni di supervisione con docenti ed esperti. In alcuni casi è stato necessario il nostro intervento in qualità di docenti tutor a supporto della motivazione affinché dopo l’entusiasmo iniziale l’impegno nella peer education non sia precocemente abbandonato.
L’esperienza ha ampiamente dimostrato inoltre l’irrinunciabilità del prestare attenzione a tutte le precondizioni che sono essenziali per il successo del progetto, tra le quali il fatto di far precedere agli interventi dei ragazzi nelle classi una cornice che li valorizzasse ma anche l’attenzione costante a “regolare la distanza” alla quale noi docenti dovevamo collocarci rispetto agli studenti e rispetto al progetto, passando gradualmente dal ruolo di formatori a quello di consulenti.
Accanto alle criticità l’esperienza ha presentato diversi punti di forza: anzitutto va sottolineata la possibilità di protagonismo e la promozione della partecipazione offerte ai ragazzi, l’opportunità di condivisione e di confronto paritario tra ragazzi sulle loro idee ed esperienze, la comunicazione orizzontale tra pari e verticale con le docenti, la possibilità di lavoro in rete con le altre scuole impegnate nel progetto, la contagiosità virtuosa nei confronti dei coetanei che ha permesso di generare negli anni una cascata di generazione di peer educator.
Attraverso la peer education è stato possibile mettere in luce che la prevenzione è un compito importante nella vita quotidiana e che studenti ed insegnanti possono svolgerlo meglio attraverso la cooperazione, superando l’episodicità degli interventi preventivi condotti “dall’alto e dall’esterno”, ma ha anche messo in luce che è possibile fare prevenzione senza divieti e sanzioni, e che lo sviluppo di un clima di prevenzione nell’istituzione porta al miglioramento del clima generale nella scuola.
Anche la cultura dell’aiuto tra i giovani ne è uscita rafforzata perché nella peer education è centrale la dimensione del confronto tra adolescenti dal momento che è nel gruppo che si discute. Inoltre il confronto con i pari si può attuare in modo continuo e, divenendo fonte di scambio incessante, può intervenire profondamente nel cambiamento e nella crescita dell’individuo.
La valutazione ha accompagnato costantemente il progetto attraverso un monitoraggio in itinere, coinvolgendo in ogni fase i diversi soggetti, secondo il presupposto che la molteplicità dei punti di vista ed il confronto ed il dibattito continuo potessero cogliere aspetti differenti all'interno di ciascuna fase, pervenendo ad un quadro valutativo più globale e oggettivo. Il processo valutativo si è articolato su tre livelli strettamente interconnessi: si è proceduto ad una valutazione di processo, ad una valutazione di risultato e ad una valutazione di qualità.
La valutazione di qualità è stata ricercata in termini di efficacia, di efficienza e di soddisfazione da parte delle diverse componenti coinvolte a vario titolo nel progetto.
Purtroppo come si verifica per altri progetti di Educazione alla Salute, la valutazione dell'efficacia presenta non poche difficoltà. Se da un lato è agevole valutare sotto il profilo quali-quantitativo le acquisizioni nozionistiche di carattere sanitario, non lo è altrettanto mettere in evidenza la modificazione degli atteggiamenti ed il cambiamento degli stili comportamentali, che possono essere immediati ma anche richiedere tempi lunghi per manifestarsi appieno. Hanno concorso alla valutazione dell’efficacia anche il grado di gradimento del progetto, il dato oggettivo della frequenza, l'interesse dimostrato, l'originalità delle produzioni degli allievi nei confronti degli stimoli forniti dai peer educator, ma al tempo stesso il rigore scientifico delle acquisizioni, la capacità di apportare agli incontri periodici con le altre scuole in rete risultati significativi, la soddisfazione dei peer educator in relazione al loro lavoro con i coetanei e con i compagni di altre scuole negli incontri di formazione e supervisione, la visibilità dei peer educator all'interno della scuola e la possibilità di scambi anche informali con i coetanei, ma anche la capacità degli stessi peer educator di dibattere sull'esperienza in situazioni esterne in occasione di Convegni specifici.
I risultati lusinghieri che abbiamo ottenuto ci lasciano ben sperare e ci inducono a proseguire nell’esperienza.
 
Copyright ©ADR - P.IVA IT 10985750156