Sostanze

La dipendenza da sostanze psicoattive (alcol, anfetamine, eroina etc) è una malattia complessa che colpisce le funzioni cerebrali e modifica il comportamento. Chi ne è affetto sviluppa generalmente una tendenza all’aumento progressivo della dose per ottenere l’effetto desiderato (tolleranza) e può manifestare sintomi di astinenza quando non assume la sostanza. Tale sintomatologia è correlata all’alterazione della funzionalità e della struttura cerebrale provocate dall’uso delle sostanze; inoltre l’assunzione di sostanze espone le persone al rischio di sviluppare numerosi altri disturbi fisici e mentali legati agli effetti tossici delle droghe stesse.
Nella relazione al parlamento in materia di alcol e problemi alcol correlati (dicembre 2008) si stima che in Europa l’alcol causi 195.000 morti l’anno ed è inoltre la terza causa di mortalità prematura. La frequenza e intensità delle intossicazioni acute accresce in particolare il rischio di incidenti stradali e di patologie mediche (cardiovascolari quali infarti e malattie coronariche).
Per quel che concerne l’utilizzo di altre sostanze psicoattive nella “
Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia - 2007” si segnala che “a diciannove anni il 40,1% dei maschi ed il 26,3% delle femmine ha utilizzato cannabis almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Per quanto riguarda gli stimolanti “nel corso del 2007, l’1,1% dei maschi e l’1,3% delle femmine di quindici anni ha fatto uso di stimolanti negli ultimi dodici mesi. I consumi delle femmine aumentano gradualmente fino ad arrivare al 2,8% delle diciottenni e delle diciannovenni. I consumi dei maschi aumentano in maniera più netta in particolare tra i sedici (2,6%) ed i diciassette anni (4,8%) e tra i diciotto (4,8%) ed i diciannove (6,6%).
Emerge come l’adolescenza sia un periodo particolarmente delicato, di transizione e di sperimentazioni e per questo particolarmente a rischio rispetto al consumo di sostanze psicotrope, che rivestono sovente anche una funzione socializzante, di “fare gruppo”.
La gravità della patologie e delle conseguenze associate richiede interventi di prevenzione primaria mirata sulla popolazioni a rischio.