
I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si connotano come patologie psichiatriche a decorso variabile, in cui si manifestano alterazioni nell’assunzione di cibo (in difetto o in eccesso) associate ad angoscia eccessiva e irrealistica per la forma e il peso corporeo; pertanto alla componente psichica si associa sempre una rilevante compromissione fisica (denutrizione, squilibri elettrolitici con possibili alterazioni della funzionalità cardiaca etc) che in alcuni casi può raggiungere livelli di gravità estrema. In particolare dal punto di vista clinico è possibile distinguere tre categorie principali (DSM-IV-TR, 2004): l’Anoressia Nervosa (AN); la Bulimia Nervosa (BN) e i disturbi alimentari Non Altrimenti Specificati (NAS). Nell’Anoressia Nervosa è presente un evidente sottopeso associato a intensa dispercezione corporea ed assenza del ciclo mestruale (amenorrea); invece il quadro clinico della bulimia nervosa appare caratterizzato da una situazione di normopeso in cui il soggetto affetto presenta delle abbuffate associate a comportamenti compensatori (vomito, esercizio fisico) per prevenire l’aumento ponderale.
I DCA colpiscono soprattutto soggetti di sesso femminile (rapporto F/M 9:1), presentano un esordio precoce (picco tra i quattordici e i diciotto anni), si manifestano in tutti gli strati sociali e sono spesso associati ad altre patologie mentali. La fascia di età più a rischio è quella adolescenziale per l’AN e quella della prima età adulta per la BN.
L’incidenza dell’AN viene stimata in 8/100.000 persone; la prevalenza media dell’AN è dello 0,9%.
L’incidenza della BN è stimata in 13/100.000 persone; la prevalenza è dell’1,5% tra le giovani donne (<20 anni) e di questi soggetti solo una piccola parte entrerebbe nei percorsi di cura. All’eterogeneità clinica corrisponde un’eziopatogenesi complessa: lo sviluppo dei DCA appare determinato da interazioni tra differenti fattori di rischio, quali fattori biologici (componente genetica), psicologici (fattori intrapsichici, sviluppo della personalità) e socioculturali (influenza dell’ambiente).
La complessità psicopatologica e clinica richiede competenze di cura specifiche (psichiatriche, psicoterapeutiche, dietologiche) da integrare in un approccio multidisciplinare.