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Attività: Psicologia analitica - medica - della salute | Peer education | ECM | Enti locali
Educare alla salute con la Peer Education

· Il progetto
· I test: le domande (rtf 5 kb) e le risposte (rtf 5 kb)
· L'esperienza e il lavoro presentato nel sito del Ce.Se.Di. di Torino
· Link dedicati alla Peer Education, all'AIDS.


Il progetto

Educazione alla salute, AIDS, Malattie Sessualmente Trasmesse
Prevenire con la peer education


Mentre i mezzi di prevenzione dell’AIDS
sono universali, la loro comunicazione, per
essere efficace, deve essere diversificata.
Tutti i paesi hanno attuato campagne di
prevenzione con mezzi ed esiti vari.
L’importante oggi, è rendere più efficace
questa prevenzione, consentire a tutti di
sentirsi coinvolti e solidali, e spingere le
persone che hanno comportamenti a rischio a
modificarli.

Luc Montagnier



· Introduzione
· La peer education
· Il progetto
· Presentazione
· Fasi del progetto
· Realizzazione
· Presentazione del progetto
· Individuazione e motivazione dei peer educator – La fase della scelta
· Costituzione del gruppo di lavoro
· Corso residenziale
· Follow up


INTRODUZIONE
Nel mondo, nel corso del 1999, quasi 5,6 milioni di persone sono state infettate da Hiv. Circa la metà dei nuovi infetti è composta da persone di età inferiore a 25 anni. Un'alta percentuale di costoro si infetta per via sessuale o in seguito a condotte a rischio legate al consumo di droghe. Numerose ricerche evidenziano un'alta frequenza di comportamenti a rischio di infezione da HIV tra gli adolescenti. Ogni minuto si infettano di Aids 5 persone di età compresa tra i 15 e i 25 anni . Nel 1998 in tutto il mondo i nuovi infetti da Hiv sono cresciuti del 10% rispetto all’anno precedente, segno evidente delle difficoltà che incontrano le campagne di prevenzione .

L’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato la rete nazionale di rilevazione dei dati di diffusione delle malattie sessualmente trasmesse. I dati, anche se parziali, registrano una diffusione superiore al 20% di queste malattie nella popolazione al di sotto dei 25 anni.

Questi dati evidenziano la necessità di mantenere, intensificare e dare continuità agli attuali interventi di educazione alla salute. L’esistenza dell’AIDS e delle MST, le caratteristiche proprie dell’adolescenza, una naturale tendenza tra i giovani, e non solo tra essi, a rimuovere i pericoli, fanno si che questi temi debbano essere continuamente riproposti tra i giovani.

Gli studi relativi al cambiamento degli atteggiamenti per favorire stili di vita più sani, mostrano quanto sia difficile avviare processi di miglioramento. Il dato emergente è la necessità di perseguire tutte le vie possibili di informazione; ma ciò che è particolarmente importante ai fini dell’efficacia, è la ripetizione del messaggio: è necessario dare continuità e costanza all’informare.

Diverse sono le metodologie seguite e proposte, da quelle più classiche che prevedono messaggi ad una via, e i soggetti obiettivi dell’intervento in un ruolo passivo; a quelle più innovative che propongono di rendere i soggetti dell’intervento attori principali, favorendo i processi di empowerment. La peer education appartiene a quest’ultimo gruppo.

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La peer education
L’educazione fra pari, è un processo di educazione interno ai gruppi di pari avviato e mantenuto sulla base delle esigenze e caratteristiche del gruppo stesso. Questo tipo di educazione s’istituisce spontaneamente nei gruppi ogni volta che un membro, esperto di un argomento, comunica ciò che sa agli altri, indicando cosa fare, come agire e dove raccogliere informazioni ulteriori. Questo favorisce il realizzarsi di uno scambio tra chi sa e il gruppo con un processo di arricchimento reciproco. L’esperienza e le conoscenze personali diventano un’esperienza autoformativa condivisa dal gruppo e nel gruppo, che non solo acquisisce nuove informazioni, ma rafforza anche la propria capacità creativa di rispondere ai problemi, di agire in modo positivo ed efficace. Lo scambio tra singolo e gruppo è dialettico: uno scambio di conoscenze che vengono condivise; la rappresentazione di nuovi atteggiamenti, nuovi comportamenti che influenzano sia il singolo che il gruppo.

La Peer Education è un metodo formativo che può rendere i ragazzi soggetti attivi della conoscenza e più in generale della propria formazione, perciò individui consapevoli delle scelte e delle azioni. Nascendo, inoltre, dall’intreccio di relazioni e conoscenze, di esigenze specifiche e reazioni spontanee, si rivela particolarmente adatta per trattare argomenti che con maggiore difficoltà i ragazzi vorrebbero affrontare con persone vissute come estranee o distanti per età o ruolo. Diverse esperienze positive europee e americane di peer education finalizzate alla prevenzione del fumo, dell’abuso di sostanze alcoliche e dell’AIDS ne hanno già dimostrato l’efficacia.

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IL PROGETTO
Presentazione

Il progetto è finalizzato a formare, nelle scuole in cui sarà avviato, un gruppo di almeno 10/12 ragazzi/e peer educator sui temi dell’AIDS e delle MST. I gruppi delle scuole possono essere messi in relazione fra di loro in modo da avviare una rete cittadina duratura di peer educator.

La nostra proposta è animata da una comune riflessione sulla funzione profonda e autentica dell’educazione e della formazione. L’educazione consiste nell’essere soggetti attivi della conoscenza, capaci di scelte e azioni informate, autonome e responsabili, che attingono alla creatività progettuale di ciascuno, coinvolgono gli altri e tengono conto della realtà e degli altri. Compito dei formatori e degli insegnanti, quindi, è creare le condizioni affinché i ragazzi acquisiscano la capacità di elaborare progetti comuni acquisendo autonomamente e responsabilmente conoscenze, comportamenti oltre che valutando le conseguenze delle scelte e delle azioni nella realtà.

Alla luce di queste considerazioni, gli interventi dall’alto o solamente informativi hanno una efficacia limitata. La strada per insegnare la responsabilità e la soddisfazione del progettare consiste nel progettare usando creatività e riflessione. Lo spirito è di imparare progettando insieme e progettare imparando insieme.

La peer education agisce sul senso di responsabilità individuale e di gruppo. Inoltre sviluppa l’elemento principale dei gruppi, senza il quale nessun gruppo può esistere e funzionare: l’intelligenza emotiva. La capacità di comprendere i sentimenti, i desideri e le paure proprie e altrui. La capacità di ascoltare l’altro, di reggere le differenze.

Diagramma dell'intervento

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Fasi del progetto
Il progetto è articolato in cinque fasi:
- Presentazione del progetto
- Individuazione e motivazione dei peer educator;
- Costruzione del gruppo di lavoro
- Corso residenziale;
- Follow up, assistenza e creazione della rete di peer educator

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REALIZZAZIONE
Presentazione del progetto
Finalità di questa fase è di risvegliare l’interesse dei ragazzi sull’AIDS, le malattie sessualmente trasmesse (MST), e le problematiche della educazione alla salute in generale.

In questa prima fase una via per avviare lo scambio di idee nelle classi può essere costituita dalla somministrazione di un questionario per l’analisi dei bisogni in tema di educazione alla salute.

L’analisi dei risultati con la restituzione classe per classe può consentire l’inizio della discussione e la presentazione dell’iniziativa di peer education .

Introducendo ai ragazzi gli argomenti, si descriveranno le linee generali del progetto e della peer education. Si evidenzierà che gli obiettivi del programma non saranno limitati allo sviluppo delle conoscenze sugli argomenti di tipo sanitario, ma si estenderanno all’accrescimento di competenze più generali di tipo relazionale. Si prevede un lavoro in gruppo che renderà possibili incontri e scambi di opinioni ed esperienze anche con gli studenti delle altre scuole coinvolte.

Saranno anche sottolineate le eventuali ricadute positive sulla valutazione formativa. (crediti, attestati etc.).

Obiettivi
-
Analisi dei bisogni in tema di educazione alla salute
- Avvio della discussione e presentazione della peer education

Strumenti e attività
- Presentazione dell’iniziativa per sollecitare la partecipazione.
- Somministrazione questionario.
- Analisi e restituzione.
- Discussione dei risultati.

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Individuazione e motivazione dei peer educator – La fase della scelta
Dopo l’avvio della discussione nelle classi si procederà all’individuazione dei peer educator.
Si terrà conto sia delle caratteristiche individuali, delle motivazioni personali e delle scelte della classe.

Costituzione del gruppo di lavoro
Questa fase sarà caratterizzata dalla condivisione delle conoscenze sull’AIDS, le MST con i peer educator, i quali, inoltre, dovranno prendere familiarità con le problematiche relative alla comunicazione, e le dinamiche di gruppo.
Il compito degli insegnanti sarà quello di facilitare l’apprendimento utilizzando tecniche attive.

Obiettivi
- Consolidare il gruppo focalizzandosi sugli interessi dei peer educator;
- Fornire ai ragazzi la conoscenza sul virus dell'AIDS, sulle modalità di contagio e sulle MST;
- Fornire indicazioni su come accrescere le proprie conoscenze;
- Introduzione al lavoro di gruppo e agli strumenti di attivazione

Strumenti e attività
- Presentazione di questionario sull’AIDS.
- Metaplan.
- Brainstorming.
- Focus group.
- Visione di film (Ad es. Il grande Gelo)
- Ricerche su internet e riviste specializzate.
- Proposta di letture e discussione.
- ezione frontali
- reazione di brevi test da proporre ad amici e compagni

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Corso residenziale
L’ultima fase è il corso residenziale.

Lo scopo è dare la possibilità al gruppo di ideare, elaborare e avviare un progetto di gruppo di peer education sulla prevenzione all’AIDS.

L’opportunità di far culminare il corso di formazione alla peer education con un modulo residenziale risulta dalla dinamica del corso stesso. Negli incontri precedenti i futuri peer educator e gli insegnanti hanno posto le basi per il progetto. Ma i ragazzi devono ancora definire metodi, tempi di realizzazione e, soprattutto, si devono preparare i ragazzi al nuovo ruolo di peer educator.

Per completare il lavoro possono non essere sufficienti i brevi incontri pomeridiani, ma occorre tempo continuativo per approfondire le idee e attivare il progetto. Un modulo rsidenziale permette di concludere quanto iniziato negli incontri precedenti e allo stesso tempo di far avviare ai ragazzi il loro progetto di peer education per la prevenzione alle MST.

I ragazzi ormai conoscono i meccanismi di diffusione dell’AIDS, hanno iniziato a conoscersi e a sperimentarsi come gruppo. Ora possono organizzare un progetto per essere gli educatori dei loro amici e compagni insegnando loro cosa siano AIDS e MST, quali siano i comportamenti distruttivi e quali quelli vitali e costruttivi.

Nel corso delle giornate dovranno definire come essere presenti nella scuola in qualità di peer educaior esperti di prevenzione all’AIDS e alle MST.

La preparazione dei peer educator, tuttavia, riguarda anche l’aspetto relazionale: quali problemi può incontrare un peer educator quando concretamente parla con i suoi amici di sessualità e di malattie sessualmente trasmesse? Cosa può dire e cosa deve evitare di dire per essere efficace e credibile? Non basta conoscere e sapere cosa e dove cercare ulteriori conoscenze. I ragazzi devono essere preparati al rapporto con gli altri, a reggere il confronto e a comprendere come affrontare le emozioni e le tensioni che AIDS e MST suscitano.

Per questa formazione relazionale uno strumento efficace è il role-play, ovvero la simulazione di casi seguita da riflessione sugli episodi relazionali ed emotivi emersi nella drammatizzazione. Gli attori sono i ragazzi stessi che potranno così formarsi ad affrontare ed incontrare i propri compagni

I vantaggi del role-play sono, oltre che quelli noti della recitazione teatrale – il processo di immedesimazione nell’altro è una via per conoscere sé stessi e l’altro educando la sensibilità e la partecipazione emotiva – anche quelli di diventare un momento di riflessione e di elaborazione dei punti di forza e degli aspetti da migliorare nella relazione con gli altri.

Ogni simulazione, infatti, è seguita da una discussione finalizzata a proporre comportamenti più adeguati per agire efficacemente nelle situazioni che i peer educator potranno affrontare.

Obiettivi
- I peer educator dovranno immaginare, organizzare e realizzare, secondo tempi e metodi da loro individuati, strategie e strumenti per essere i consiglieri e gli aiutanti dei loro pari in merito di prevenzione all’AIDS e delle MST.

Strumenti e attività
- Focus group per preparare a gestire il rapporto con i compagni
- Role-play
- Brain storming
- Discussioni di gruppo


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Follow up
Nell’ultima fase del corso i ragazzi sono peer educator autonomi che si rivolgono ai loro amici e compagni come esperti e consiglieri sui temi della prevenzione dell’AIDS e delle malattie sessualmente trasmesse. Inoltre i ragazzi si sono resi visibili fin dall’inizio del progetto e sono in relazione con altri ragazzi loro pari di altre scuole con cui possono scambiare opinioni sull’esperienza e i problemi che stanno affrontando.

L’opera formativa, però, non è terminata..

Un momento fondamentale e costitutivo della peer education è la trasmissione delle conoscenze ai pari, che a loro volta possono diventare nuovi peer educator sull’esempio e le indicazioni dei predecessori. Questa potenzialità creativa e autogeneratrice della peer education deve, però, essere coltivata per evitare l’esaurimento. Nei ragazzi è stato gettato un seme che ha bisogno di essere accudito per crescere. Perciò il colloquio avviato fra insegnanti e ragazzi deve poter continuare e diventare esperienza e riflessione aperta e in divenire. Da qui la necessità di incontri in cui si discute, si raccolgono le esperienze, si presentano i successi anche dopo la conclusione del corso residenziale o dopo che i ragazzi hanno iniziato il loro lavoro. Gli stessi insegnanti devono essere ancora a disposizione per dare consigli, per assistere nella progettazione e nella realizzazione anche di altre iniziative dei ragazzi.