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Costruire insieme la medicina del dialogo. Genitori e operatori pediatrici si incontrano

Negli ultimi decenni la natura del rapporto medico-paziente ha vissuto una profonda e complessa evoluzione. Il rapporto unilaterale ad una via, dominato dal solo punto di vista del medico, si è trasformato in un rapporto di partnership. É quindi divenuto rapporto dove non solo c’è spazio per la visione del paziente, ma il medico stesso deve cercare di assumere il punto di vista del paziente. Non si tratta solo di fornire informazioni corrette, in modo rispettoso, tenendo conto della sensibilità dell’altro; ma di fornire strumenti per una sempre maggior autonomia del paziente, per accrescere le sue capacità di controllo e le sue possibilità di decisione.

 Questo processo ha come obiettivo l’empowerment del paziente. É su queste basi che si fonda la medicina del dialogo: quella medicina che si può realizzare se sia il medico sia il paziente si incontrano su un piano di reciprocità. Tuttavia, come in più occasioni abbiamo avuto modo di ricordare, la condizione di malattia, il confronto con la sofferenza, o anche il “solo” timore di esse mettono, necessariamente, inevitabilmente il paziente in una condizione di “inferiorità”. Tra i compiti del medico vi è così quello di aiutare il paziente a recuperare una posizione più paritaria. D’altra parte solo questa nuova posizione può garantire la possibilità di costruire una autentica alleanza tra i due. Alcuni medici temono di perdere il controllo, o temono di sentirsi più giudicati, e non percepiscono come, solo attraverso questa via, divenga possibile una condivisione, anche se non paritetica, di responsabilità. Anche al paziente è richiesto un sacrificio: la rinuncia alla delega totale e passivizzante, che, dinnanzi alla delusione, può trasformarsi nell’aggressività della denuncia. La medicina del dialogo richiede interpreti più consapevoli da entrambe le parti.

Il corso si è tenuto nel mese di marzo 2012 ad Albino (BG).  La finalità è stata di aprire uno spazio di incontro tra PDF e genitori, e avviare un confronto su alcuni temi concreti. Ad esempio l’utilizzo, non sempre ottimale, del pronto soccorso; l’acquisizione di stili di vita più sani, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione e l’attività fisica, condividere conoscenze più realistiche relativamente ad alcuni temi quali le allergie alimentari. I dati epidemiologici, casi clinici e storie di medici e pazienti, per comprendere il punto di vista e le difficoltà dei genitori, hanno avviato il confronto. Sono stati individuati gli elementi per costruire e consolidare un flusso comunicativo, finalizzato ad una maggiore condivisione di saperi. 

I filmati che seguono sono nati dalle richieste dei genitori e dai temi emersi nel corso dei lavori.

La febbre

Antibiotici: mai prenderli alla leggera

Il ruolo del pediatra di famiglia

Enterite

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Visite non appropriate al PS: il fratellino con la varicella

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