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Presentazione

In questo volume sono raccolte le relazioni presentate nel corso del convegno organizzato a Torino dalla Scuola Junghiana e dalla cattedra di Psicosomatica dell’Università di Torino il 20 Gennaio 1990. ·
Il convegno, articolato in una ottica multidisciplinare, si è proposto la finalità di approfondire l’atteggiamento culturale relativo alla malattia.
La malattia, il, patologico, più in generale la sofferenza ed il dolore definiscono un momento dell’esperienza umana che diviene matrice nell’incontrarsi, e talora scontrarsi, di molteplici saperi, – medico, religioso, politico sociale, economico, filosofico e morale – della coscienza che l’essere ha della complessità, della drammaticità della propria esistenza. Lo scopo del convegno che abbiamo promosso è stato quello di mettere a confronto molteplici visioni della malattia: intesa sia come squilibrio e disordine, sia come interruzione e debolezza. Diversità da negare, reprimere o esaltare la malattia diviene  espressione della inevitabile dialettica tra bene e male.
               «La malattia rende piacevole e buona la salute, 
                 la fame la sazietà, la fatica il riposo».
Questo frammento eracliteo sottolinea un paradosso. Se è vero che per vivere, attraversare la malattia è necessario trasformarla da puro accadimento esterno ad esperienza interna, e che questo vuol dire attribuire ad essa un senso, un significato, scopriamo anche che attribuire un senso alla sofferenza vuol dire attribuire senso alla salute, quindi alla vita. Definire i vari modi di concepire, interpretare la malattia vuol dire pertanto definire la visione del mondo sottesa. Molteplici scenari, molteplici trame si delineano dinanzi alla coscienza dell’uomo. La malattia come espiazione, come segno di non rispetto delle leggi divine. Visione punitiva questa, che raggiunge forse il suo acme durante le grandi epidemie nel Medio-Evo. Ma le recenti esperienze riguardo l’Aids, testimoniano quanto tali pregiudizi siano profondamente radicati. Ancora la malattia intesa come evento incomprensibile, estraneo alla vita dell’uomo. La malattia definisce anche quel luminoso periodo di conquiste scientifiche, in cui davvero l’uomo ha pensato di poter sconfiggere ed eradicare il male. D’altra parte è proprio da tale tensione conoscitiva che hanno derivato la propria linfa vitale le attuali conoscenze biologiche Dopo le straordinarie conquiste della prima metà del secolo, una nuova realtà si presenta alla medicina, ed essa definisce una nuova concezione della malattia che sfugge ormai alla riduttiva visione causalistica e che richiede al medico di prendersi cura non solo della parte malata del paziente, ma anche di quella parte sana, che con la prima deve convivere e vivere. Si definisce così un completo rovesciamento dell’orizzonte in cui appare necessario curare la parte sana, prendersi cura di quelle istanze soggettive in grado, se adeguatamente guidate, di trarre nuova consapevolezza dalla esperienza della malattia.

Il convegno è staio momento di incontro di medici clinici, psichiatri, psicoanalisti, filosofi. I diversi contributi hanno evidenziato la complessità sottesa alla malattia e prospettano un percorso non lineare.
Nell’occasione ringraziamo ancora tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del convegno, i relatori ed i moderatori delle sessioni di lavoro.