ADR · Programma 2026 · 2027
La dimensione sommersa della cura e del giudizio
Un convegno di psichiatria forense, due incontri di medicina narrativa, un percorso di formazione alla relazione di cura.
Nella pratica clinica come in quella peritale esiste una zona che i documenti non registrano. Il referto dice che cosa è stato osservato, la perizia che cosa è stato concluso: nessuno dei due dice che cosa ha provato chi osservava e chi concludeva. Eppure quella zona esiste, orienta il giudizio e la cura, e continua a farlo tanto più silenziosamente quanto meno la si ri-conosce e le si dà un nome.
Ogni atto clinico e ogni atto peritale è, prima di tutto, un incontro. Il curante e il paziente, il perito e il periziando non si limitano a scambiarsi informazioni: entrano in una relazione, e quella relazione ha una vita propria — attese, diffidenze, alleanze, resistenze — che i documenti non registrano. Gli atti restituiscono i fatti e le conclusioni; non restituiscono ciò che è accaduto tra le due persone sedute una di fronte all’altra. Eppure è così che si gioca molto dell’esito: nel modo in cui quell’incontro viene abitato, sostenuto, talvolta subìto.
Da questa constatazione nasce il programma che ADR propone per il 2026 e il 2027. Quattro appuntamenti autonomi, ciascuno con il proprio pubblico e il proprio linguaggio, tenuti insieme da una convinzione comune: riconoscere la dimensione soggettiva del proprio lavoro non significa rinunciare al rigore, ma renderlo più solido.
Il filo comune
Il riferimento condiviso è l’opera di Eugenio Torre. Nel suo scritto I sentimenti e le conflittualità del perito la lente junghiana viene applicata al setting forense: le perizie sono lette come narrazioni archetipiche nelle quali il perito stesso è coinvolto, e la consapevolezza di questo coinvolgimento diventa una garanzia tecnica, non una debolezza. Lo stesso pensiero attraversa il ciclo di psicodramma proposto per il 2027, dove la lettura analitica di Torre si innesta sulla tradizione dei gruppi Balint.
Esplorare la dimensione sommersa — sentimenti, conflittualità, archetipi che orientano silenziosamente il giudizio — non significa rinunciare all’oggettività, ma potenziarla attraverso la consapevolezza.
I quattro appuntamenti
I sentimenti e le conflittualità del perito
L’esperto e gli archetipi
Una giornata dedicata alla dimensione relazionale dell’atto peritale. Il perito non è un osservatore asettico: è un soggetto immerso in un campo carico di tensioni etiche, giuridiche ed emotive, e il convegno si propone di attraversarlo apertamente anziché aggirarlo.
La mattina — Lo sguardo del perito: tra metodo e mondo interno — affronta i sentimenti nella relazione peritale, gli archetipi e l’Ombra nel lavoro dell’esperto, il rapporto tra cinema e psichiatria, e si chiude con un’intervista al magistrato. Il pomeriggio — Ai confini della perizia: le sfumature cliniche e le domande della giustizia — si sposta sul lavoro di traduzione fra clinica e quesito giudiziale, sui pregiudizi e le euristiche che intervengono nella valutazione, e su un’intervista all’avvocato.
La tavola rotonda conclusiva, moderata dal giornalista Meo Ponte, mette a fuoco un paradosso di crescente rilievo pratico: il diritto allarga il concetto di infermità mentre la psichiatria restringe il proprio oggetto, e sul confine incerto restano intrappolati i pazienti. Attorno al tavolo psichiatri, medici legali, psicologi clinici, un magistrato e un avvocato del foro torinese.
Sede — In via di definizione
Orario — 9:30–17:30, iscrizioni dalle 8:45
Crediti — 7 crediti ECM, tutte le professioni sanitarie
Modalità — in presenza, massimo 50 partecipanti; diretta streaming
Iscrizioni — scheda disponibile da settembre 2026
Neurologic Park
La malattia tra scena, narrazione e cura
La malattia è un evento che incide in profondità nella trama di una vita, e talvolta si trasforma in viaggio. Alle 17:30 l’attore Lorenzo Bartoli porta in scena Neurologic Park, adattamento teatrale della propria testimonianza diretta di malattia: il racconto dell’irruzione improvvisa dell’ictus, di come l’identità si ridefinisca attorno alla frattura, e della ricostruzione di un senso di fronte alla fragilità.
Alle 18:30 la performance lascia spazio a una tavola rotonda multidisciplinare dedicata al valore della narrazione come strumento di cura. La medicina narrativa non è qui un ornamento umanistico: è uno strumento di formazione alla relazione, che sviluppa nel professionista l’ascolto e l’intelligenza emotiva necessari a comprendere la malattia come esperienza vissuta.
L’evento è aperto a sanitari e cittadini, perché là dove la narrazione incontra la cura non esistono platee separate. Alla tappa biellese intervengono anche relatori rappresentativi delle agenzie sanitarie del territorio; l’iniziativa è sostenuta dal Fondo Edo Tempia — Fondazione Edo ed Elvo Tempia Valenta e dalla Fondazione Clelio Angelino.
Sede — Palazzo Gromo Losa, Corso del Piazzo 22/24, Biella
Orario — dalle 17:30, durata complessiva tre ore
Ingresso — aperto a operatori sanitari e cittadini
Iscrizioni — scheda disponibile dal 1º ottobre 2026
Neurologic Park
La replica torinese
La stessa serata — performance alle 17:30, tavola rotonda alle 18:30 — trova a Torino un secondo pubblico e un secondo tavolo di discussione. Fra chi ha già aderito figurano il dottor Antonio Urbino e il professor Giovanni Abbate Daga. Il racconto di Bartoli attraversa immagini che parlano a chiunque abiti la cura: il labirinto dei corridoi ospedalieri, la zattera alla deriva, il «compagno invisibile» che — da Eliot agli esploratori polari — sostiene nei momenti di crisi estrema. La tavola rotonda muove da qui: dalla constatazione che la cura non abita soltanto i protocolli, ma la relazione, la comunità dei pazienti, la capacità di resistere e persino di ironizzare.
Sede — Croce Verde Torino, Via Tommaso Dorè 4, Torino
Orario — dalle 17:30, durata complessiva tre ore
Ingresso — aperto a operatori sanitari e cittadini
Iscrizioni — scheda disponibile dal 1º ottobre 2026
Dalla parola alla scena
L’archédramma Balint: la dinamica individuale e la dimensione archetipica della cura
Quattro seminari pomeridiani per un percorso di formazione alla relazione di cura. Lo psicodramma Balint, elaborato da Anne Caïn a partire dall’approccio classico di Michael Balint, trasforma il racconto clinico in azione: non si parla soltanto del paziente, si agisce la relazione attraverso la rappresentazione. Ne nasce per gli operatori uno spazio protetto — il Temenos — dove la profondità del legame non viene solo detta, ma messa in scena e trasformata.
Il ciclo segue un’evoluzione precisa: muove dall’impostazione classica dei gruppi Balint, integra l’azione psicodrammatica come strumento di indagine e infine legge la dinamica di cura attraverso la lente degli archetipi. I quattro incontri sono dedicati rispettivamente all’archetipo del Guaritore Ferito e alla vulnerabilità come risorsa; all’Ombra nella relazione di aiuto, cioè al non detto e alle conflittualità rimosse — rabbia, impotenza, pregiudizio; al Puer e al Senex nel dialogo clinico, tra rigidità normativa e vitalità del fanciullo; e infine alla costruzione del Temenos, lo spazio capace di contenere le tensioni archetipiche e trasformarle in crescita professionale.
Ogni incontro prevede una breve introduzione teorica seguita dalla drammatizzazione di casi clinici portati dai partecipanti. Il numero chiuso non è un vincolo organizzativo: è la condizione perché il gruppo funzioni.
Sede — Croce Verde Torino, Via Tommaso Dorè 4, Torino
Calendario — 11 febbraio, 1 aprile, 13 maggio, 17 giugno 2027, ore 14:30–18:30
Destinatari — tutte le professioni sanitarie, massimo 25 partecipanti
Crediti — ogni incontro accreditato ECM
Iscrizioni — scheda disponibile dal 10 novembre 2026
Calendario e iscrizioni
| Data | Evento | Sede | Iscrizioni da |
|---|---|---|---|
| 20 nov 2026 | I sentimenti e le conflittualità del perito | Torino, sede in via di definizione | settembre 2026 |
| 25 nov 2026 | Neurologic Park | Palazzo Gromo Losa, Biella | 1º ottobre 2026 |
| 10 dic 2026 | Neurologic Park | Croce Verde, Torino | 1º ottobre 2026 |
| feb – giu 2027 | Dalla parola alla scena. L’archédramma Balint | Croce Verde, Torino | 10 novembre 2026 |
L’iscrizione a ciascun evento avviene compilando la scheda disponibile su questo sito. Nella scheda occorre specificare se si richiedono i crediti ECM, quando previsti.
ADR — Analisi delle Dinamiche di Relazione
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