Neurologic Park.
La malattia tra scena, narrazione e cura
Due serate, a Biella e a Torino, dedicate al valore della narrazione come strumento di cura, ascolto e integrazione dell'esperienza della malattia. Una performance teatrale e una tavola rotonda.
Un compagno invisibile
Neurologic Park di Lorenzo Bartoli (Affiori, 2024) racconta l'irruzione improvvisa di un ictus nella vita di un attore. Non è un manuale né un diario clinico: è un testo di medicina narrativa che attraversa lo smarrimento, la riabilitazione, la dipendenza da un corpo che non risponde più, l'ironia che smaschera la distanza tra il linguaggio tecnico e il vissuto reale. Il labirinto dei corridoi ospedalieri, la zattera alla deriva, la comunità degli altri pazienti che ride insieme nel reparto: sono immagini che restituiscono la malattia come esperienza incarnata e relazionale, non come sequenza di sintomi.
Dal libro Lorenzo Bartoli ha tratto un monologo teatrale, che porta in scena con la propria voce e il proprio corpo: la testimonianza non è mediata da un interprete, è l'autore stesso a raccontarsi. ADR ha voluto che questa testimonianza potesse raggiungere un pubblico più ampio di quello, spesso ristretto, che frequenta i luoghi della formazione sanitaria: pazienti, familiari, caregiver, cittadini, accanto a medici e operatori. Per questo, dopo la pièce, la tavola rotonda è pensata per favorire il dialogo tra i clinici e il pubblico: neurologi, oncologi, ematologi, pediatri, palliativisti, psichiatri e volontari del soccorso si confrontano con la sala su ciò che il racconto di Lorenzo ha messo in scena.
Perché il teatro
La medicina narrativa è nata soprattutto attorno alla lettura e alla scrittura. La letteratura più recente mostra però uno spostamento verso pratiche collaborative, incarnate e pubbliche: la competenza narrativa si estende alla co-costruzione e alla performance delle storie, in percorsi che uniscono scrittura, prova, confronto tra pari e rappresentazione scenica (Nash et al., 2023).
Il punto non è usare il teatro per illustrare una storia clinica, ma per trasformarla in un'esperienza condivisa che renda percepibile ciò che nella cartella resta invisibile: il corpo, l'attesa, la dipendenza, le relazioni familiari, il linguaggio istituzionale, i conflitti decisionali. La scena introduce voce, silenzio, gesto, ritmo e spazio; per questo la performance è stata proposta come via per rendere comprensibile a familiari e pubblico l'esperienza vissuta della malattia cronica (Keller, 2021).
Dare forma all'esperienza, non solo al racconto
Lo spettacolo restituisce la malattia come evento biografico, con il suo tempo, i suoi silenzi e i suoi legami.
Il paziente co-autore, non oggetto di rappresentazione
Chi ha attraversato la malattia è anche chi la scrive e la interpreta. La testimonianza diventa conoscenza situata, capace di interrogare procedure, priorità e relazioni di cura.
Uno spazio di dialogo tra pazienti e clinici
Ascoltare storie di persone percepite come simili aiuta ad affrontare decisioni e riduce la distanza con i professionisti; per chi cura, osservare una vicenda "dall'esterno" è un'occasione di riflessione sul proprio modo di comunicare.
Sul piano clinico, la narrazione offre risorse per la gestione dello stress, nel favorire un comportamento di malattia più positivo, nel reggere la sofferenza e nel cercare un senso agli eventi che accadono: dare forma a ciò che avviene aiuta a reggerlo, a condividerlo e a riprendere un rapporto con il proprio corpo e con chi cura (Yang et al., 2020; Young, 2025). Le evidenze più recenti mettono in luce anche il ruolo del teatro sul piano educativo, dove gli interventi basati sulle arti mostrano effetti sull'empatia e sulla capacità di riflessione di studenti e professionisti (Mojarrad et al., 2026; Janssens et al., 2024). Il teatro non sostituisce la cura: la accompagna, aiuta a riflettere sul contesto che la persona abita e a individuare altri punti di vista. È una via per migliorare le capacità di ascolto e di trasformazione della relazione di cura.
Il programma
- Ore 17:30Performance teatrale
di e con Lorenzo Bartoli
- Il Compagno Invisibile. Il racconto dell'irruzione improvvisa che ridefinisce l'identità.
- L'Intelligenza Emotiva. Come l'ascolto della propria risonanza emotiva trasforma un protocollo tecnico in un autentico atto di cura.
- La Narrazione come Rinascita. Documentare non solo la riabilitazione fisica, ma la ricostruzione di un senso profondo di fronte alla fragilità.
- Ore 18:30Tavola rotonda
Il valore della narrazione come strumento di cura. Dialogo tra i clinici e il pubblico.
Obiettivi
- Formazione
- Sensibilizzare alla medicina narrativa.
- Resilienza
- Offrire strumenti emotivi a medici, operatori e caregiver.
- Integrazione
- Recuperare la dimensione unitaria della persona nel percorso terapeutico.
Palazzo Gromo Losa
Corso del Piazzo 22/24, Biella · in collaborazione con Fondo Edo Tempia e Fondazione Clelio Angelino
Scarica il programma (PDF)Apre i lavori
- Dott.ssa Renata ZegnaPresidente Fondazione Clelio Angelino
Moderano
- Dott.ssa Patrizia TempiaPsicologa, Psicoterapeuta
- Dott. Mario AnconaPsichiatra, Psicoterapeuta · Presidente ADR
Conclude
- Dott.ssa Viola ErdiniPresidente Fondazione Edo ed Elvo Tempia Valenta
Discussant
- Dott. Mario ColettiDirettore Neurologia, ASL BI
- Dott.ssa Annarita ConconiDirettrice Ematologia, ASL BI
- Dott. Francesco LeoneDirettore Oncologia, ASL BI
- Dott. Luca MarinoniDirettore Cure Palliative
Performance
- Lorenzo BartoliAttore, Torino
Croce Verde Torino
Via Tommaso Dorè 4, Torino · in collaborazione con Croce Verde Torino
Scarica il programma (PDF)Intervengono
- Prof. Giovanni Abbate DagaProfessore ordinario di Psichiatria, Università di Torino · Vicepresidente nazionale SIP
- Dott. Mario AnconaPsichiatra, Psicoterapeuta · Presidente ADR
- Dott.ssa Claudia BondoneDirettrice SC Pediatria d'Urgenza, Ospedale Regina Margherita, Torino
- Dott. Mario MoisoPresidente Croce Verde Torino
- Dott.ssa Eleonora TappiDirettrice SC Pediatria, Ospedale Santa Croce, Cuneo
- Dott. Antonio UrbinoDirettore Sanitario Croce Verde Torino
Performance
- Lorenzo BartoliAttore, Torino
L'indomani si sarebbe risvegliato / Più triste, e ben più saggio.S. T. Coleridge, La ballata del vecchio marinaio
Dott.ssa Marta Bona · marta.bona@formazione.it
www.formazione.it
Per approfondire
- Bartoli, L. (2024). Neurologic Park. Affiori.
- Janssens, S., et al. (2024). Introducing patient stories in health sciences education: the learning experiences of students. BMC Medical Education.
- Keller, S. (2021). Performance as narrative medicine. Text and Performance Quarterly.
- Mojarrad, M., et al. (2026). Arts-based empathy education in healthcare: a critical systematic review of pedagogical mechanisms and evidence gaps. BMJ Open.
- Nash, W., et al. (2023). Expanding narrative medicine through the collaborative construction and compelling performance of stories. Journal of Medical Humanities.
- Sontag, S. (1977). La malattia come metafora. Einaudi, 1979.
- Trimingham, M. (2017). Applied theatre: performing health and wellbeing. Studies in Theatre and Performance.
- Yang, Y., et al. (2020). The experience of patients with cancer on narrative practice: a systematic review and meta-synthesis. Health Expectations.
- Young, K. (2025). Narrative, embodiment, and health. AMA Journal of Ethics.